LA DIMENSIONE DELL’IMMAGINAZIONE. SAACI/GALLERY

LA DIMENSIONE DELL’IMMAGINAZIONE

Mostra personale di, BRUNO DI PIETRO
Testo di Claudio Bozzaotra

letture dei poeti: Floriana Coppola, Mimmo grasso, Melania Panico, Francois Nedel Aterre.

SAACI/GALLERY
Via Padre Girolamo Russo, 9, Saviano NA
opening: 30.06.2018 ore 19.30
visitabile dal 30.06 al 07.08.2018

Quando la trasposizione spazio-temporale è capace dare vita ad una dimensione “altra”, propria dell’immaginazione, dove tutto forma ed è formato da tutto, distinto nelle dovute differenze, allora è come se il sole calasse ad Oriente. Bruno Di Pietro e una sua poesia diventano l’occasione di una “non-mostra”, laddove le sensazioni interiori suscitate dall’esperimento, siano esse di tipo cognitivo, emotivo o sensoriale, vogliono essere oggetto prima di percezione e quindi di riflessione.
…Mi piace definire questa situazione estetica come “dimensione dell’immaginazione” e considerare il frammento (rudere – espressione di memoria ma anche di esperienza) come punto d’attacco dell’immaginario stesso.
Una dimensione che è da riferirsi a una successiva realtà nascosta o oscura ma simile, o ancora sovrapponibile alla struttura del nostro mondo e, in una lettura se vogliamo bruniana, che si collega alla mnemonica, capace di un sapere universale dove tutte le particolari nozioni fanno capo a idee, tòpoi, cioè a delle immagini che rimandano ad altre idee che l’immaginazione ha il potere di cogliere nella loro somiglianza e affinità.
Infatti, se in Aristotele l’immaginazione svolgeva una mediazione conoscitiva tra i sensi e l’intelletto, e in Platone era una facoltà che metteva in rapporto il mondo delle idee con quello delle cose sensibili, in Bruno la capacità di formare immagini svolge il ruolo di una mediazione universale per la quale «tutto forma ed è formato da tutto… e noi possiamo essere portati a trovare, indagare, giudicare, argomentare, ricordarci di ogni cosa attraverso ogni altra.»
Nel caso specifico, della “non-mostra” di Bruno Di Pietro, è avvertire l’io come capacità di ricevere; interrompere un pensiero intenso come posizione del modello cui bisogna adeguarsi e la fissità di una gerarchia “naturale” fra impronta acustica, intellegibile (la voce), e impronta grafica, sensibile (scrittura). La gerarchia risponde al tentativo di arrestare il movimento inesauribile delle differenze e neutralizzare la paura che esse incutono con la classificazione quale sequenza prevedibile, e quindi disponibile, di un più e di un meno; se non vi è un origine, vengono meno la gerarchia e la classificazione. La differenza, l’archi-scrittura, eccede ogni oggettivizzazione e, per questo, non può divenire oggetto di una scienza; esse additano un “dislocare”, uno spostare da un luogo ad un altro e da un tempo determinati in un luogo altro ed in un tempo altro. L’essere trasportato, collocato in un posto “altro”, non lascia immutato ciò che è trasferito, l’esteriorità non è doppio di una interiorità, ma è la differenza, così come l’interiorità non è la replica fedele di una esteriorità ma l’altera irrimediabilmente…
Cosi scrive Claudio Bozzaotra della non mostra di Bruno Di Pietro, già non mostra perché la presenza del poeta ci mostra l’assenza delle opere, opere da ricostruire e ricollocare attraverso le letture degli amici poeti, Floriana Coppola, Mimmo grasso, Melania Panico, Francois Nedel Aterre, ricollocare in una dimensione altra appunto, La dimensione dell’immaginazione.

Info:
SAACI/GALLERY
Via Padre Girolamo Russo, 9, Saviano NA
tel 338.86.66.375 – info@saacygallery.com
opening 30.06.2018 ore 19.30 – visitabile dal 30.06 al 07.08.2018

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